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In chiave di violino

23 Set, 2026
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Violino, borsalino e libro per il racconto In chiave di violino

SCATTI POETICI IN PROSA

In chiave di violino

 

Una sera come tante, ma non andò così. La voce di lui, mentre lei leggeva alcune pagine di un libro, la sorprese; lei volse lo sguardo verso di lui. Un borsalino marrone sul capo, un paio di occhiali, gli occhi azzurri. Aveva l’aria di chi sa che cosa vuole. Voleva cantare. In quel canto c’era anche lei. Iniziò a cantare. Iniziò così la loro storia.

Il nome di lui? Quello di lei. Cosa faceva nella vita? Questo e quello. Quasi come lei. Cantiamo ancora? Sì. E così continuò la loro storia.

Un appuntamento in palestra per le prime prove, infine una chiacchierata al bar. Parole, ironia e fantasia. Chi sei? Si chiedeva lei, e lo associava a un brano musicale: Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina, il primo messaggio al cellulare. Un audio e la sua musica. Forse era proprio così.

Il giorno del debutto la voce di lui sovrastava quella di lei; era la prima canzone di lei in pubblico. Per lui, no. Avevano riso. L’atmosfera era elettrizzata. Lui aveva l’aria di avere vissuto tanto, diversi anni più grande di lei; ispirava fiducia.

Quante facce hanno gli esseri umani…

Le parole di lui s’intrecciavano a quelle di lei con battute, versi poetici, interpretazioni teatrali, balli e canti. Un pot-pourri di cose, sensazioni ed emozioni fuori orario.

Ma c’è sempre un ma, in ogni storia. Chi sei? Un maestro di canto, un amico fidato con cui potersi confidare o… a un certo punto esplose inaspettato: l’amore.

E con esso il panico, perché l’amore fa paura di questi tempi. Qualcuno disse anche: “L’amore, quale dolce inganno”. Chi sei? Lei si ripeteva. Quell’aria vissuta e i segni del tempo sul volto di lui erano percorsi ricchi di senso, dove a lei pareva di fare i primi passi. Ma non era così, in realtà: dietro gli occhiali da vista c’era un bambino come lei. Impaurito.

Di questi tempi l’amore è quasi una minaccia. La fuga di lei e poi il ritorno erano ormai un rito a cadenza settimanale; i misteri di lui, le frasi dette a metà e la progressiva distanza diventarono un macigno. Poi fu mare in lontananza. Solo mare, senza neanche una zattera.

Un atto di pura poesia.

Appena sfiorati.

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