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I legami del cuore: il libro di Barbara Santagati e il suo amore per Diego Daddì

24 Ott, 2026
Cristiana Sarritzu
Barbara Santagati e Diego Daddì abbracciati in un prato, con il libro E poi sei diventato presenza

I legami del cuore: il libro di Barbara Santagati e la storia con Diego Daddì

Di Cristiana Sarritzu

Si sente il cuore. Le pagine si trasformano, il pensiero s’incarna e diventa vita: una storia di amore e presenza. “Ho iniziato a scriverlo un mese dopo la morte di papà, poi mi sono fermata, ho ripreso e mi sono lasciata andare”, racconta Barbara Santagati, trent’anni, finalista alle selezioni di Miss Italia nel 2016, influencer sarda e Miss Eleganza in Sardegna.

Parlare del suo papà non è facile: dare voce a un dolore che pulsa ancora e scava richiede tempo. “Papà è qui con me, ha solo cambiato forma. Lo sento: mi aiuta, mi consiglia, mi protegge”. Gaetano Santagati è morto di tumore a 61 anni. Barbara lo dice con dolcezza e semplicità. “Purezza”, sottolinea Diego Daddì, il suo compagno, di dieci anni più grande, anche lui influencer e noto per aver partecipato alla trasmissione Uomini e Donne di Maria De Filippi.

I due si sono incontrati poco tempo dopo il funerale. È bastato uno sguardo e un abbraccio per dirsi tutto. Anche Diego custodisce nel cuore il dolore per la morte prematura della madre. Il loro amore è fiorito così, partendo da una spina nel cuore che col tempo si trasforma e cura, fino a diventare oggi una rosa luminosa. “Era destino”, afferma Diego. Si erano conosciuti quando lei era solo una ragazzina di quattordici anni e non si vedevano da più di sedici: “Era bella, bellissima, dentro e fuori”, dice senza nascondere l’emozione. Dopo i primi messaggi al cellulare, Barbara si è sentita subito capita. Diego le parlava con un solo desiderio: levare quel macigno dal suo cuore. “Mi sento impotente e questo mi fa male. Piangiamo insieme ed è liberatorio, catartico. Non è vero che il tempo cura e passa tutto: quella sofferenza farà sempre parte di noi, dobbiamo solo imparare a conviverci”.

Il libro è un dono che Barbara ha voluto fare al suo papà e a chi, come lei, sta attraversando questo dolore, per infondere speranza: i nostri cari sono ancora qui con noi e ci lasciano dei segni. “Per noi sono farfalle, numeri, sogni”. L’opera, intitolata “E poi sei diventato presenza”, è un diario, un flusso di pensieri, emozioni e riflessioni che accompagna il lettore con delicatezza, fino alla fine, in un unico respiro. È pura poesia. Il libro è disponibile su Amazon.

Nel testo c’è spazio anche per la rabbia legata alla malasanità. Rimangono i dubbi: se papà fosse stato seguito bene fin dall’inizio, se avessero detto subito la verità… “Ci dicevano che non era niente di che, la malattia era stata sottovalutata”. Barbara continua a porsi domande, e qualcuno le ha risposto che non si voleva togliere la speranza alla famiglia, perché ognuno reagisce alle cure in modo diverso. Questo le dà un po’ di sollievo. Lei e il suo papà si erano fatti una promessa: “Che sarebbe andato tutto bene”.

Il diario nasce quindi anche come uno sfogo e una liberazione, e Diego l’ha incoraggiata a finirlo. Anche lui, nel suo bagaglio di vita, conserva una drammatica esperienza con il servizio sanitario. Ha perso la mamma a soli 18 anni per un tumore all’utero, scoperto quando ormai era in fase terminale. I medici non avevano indagato a fondo, diagnosticandole inizialmente una depressione e ricoverandola in un istituto psichiatrico. “Abbiamo condiviso lo stesso dolore”. Oggi Barbara continua a scrivere al suo papà: “Tutti i giorni gli mando un messaggino”.

Barbara e Diego sono una coppia felice, si sentono anime affini. Sono certi che siano stati proprio i loro genitori a farli incontrare. “Era destino”, ribadisce Diego con convinzione.

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